ATTENZIONE AI NUOVI PARASSITI DELLE API

ATTENZIONE  AI  NUOVI  PARASSITI  DELLE  API

Crithidia Mellificae  e       Lotmaria Passim

 

E’ grazie al progetto BEENET italian Monitoring Network 2021-2023 coordinato dal CREA-AA  con il sostegno finanziario del Mipaaf ( FESR,RRN 2014-2020) e la collaborazione di Assessorati Regionali , Associazioni di Apicoltori e Università italiane che potrà essere valutata  la presenza e la diffusione negli alveari italiani  di  Crithidia Mellificae  e    Lotmaria Passim , parassiti protozoari  di recente scoperta.

L’ Associazione Pugliese APA-APICOLTORI PUGLIESI ASSOCIATI grazie al coordinamento della FAI-Federazione Apicoltori Italiani e del CREA-AA di Bologna partecipa alla rete italiana di monitoraggio attraverso il conferimento di campioni d’ api e polline derivanti da alveari di soci  APA della provincia di Bari, Brindisi e Taranto.

Dopo la clamorosa dimostrazione che le colonie di api risultano in grado di intercettare l’ ormai famoso virus Sars-Cov-2, agente del COV-19 durante l’ attività di volo, il Progetto Beenet ora punta alla valutazione del possibile quadro epidemiologico italiano di questi due nuovi parassiti C.M e L.P. .

Ma chi sono Crithidia Mellificae  e       Lotmaria Passim ? Entrambi sono protozoi appartenenti alla famiglia dei Trypanosomi    dotati di elevata adattabilità e quindi capaci di fare il salto di specie infettando altri insetti oltre alle api da miele. Il loro principale organo bersaglio è  l’ apparato digerente  . Ad oggi non si conoscono bene gli effetti di tale infezione. I pochissimi studi sinora effettuati  hanno ipotizzato che questi parassiti possono causare danni rilevanti riducendo l’ aspettativa di vita delle api adulte, cosa che può determinare o accelerare fenomeni di spopolamenti soprattutto in associazione ad altre patologie, avversità , uso improprio  di  pesticidi  e  ad altre  fonti di stress inclusi gli acaricidi antivarroa.

Le prime segnalazioni del flagellato  Crithidia Mellificae  come possibile parassita degli indetti risalgono agli anni 60 in Australia e successivamente è stata segnalata anche in America, Asia e in Europa dove, nel 2013 è stata identificata per la prima volta anche in italia dall’ Istituto Zooprofilattico Sperimentale di Lazio e Toscana.

Crithidia Mellificae  colonizza principalmente il retto, la parte terminale dell’apparato digerente delle api adulte e si trasmette soprattutto tramite feci infette con un livello di infestazione progressivo dalla primavera all’ estate fino allo spopolamento e alla mortalità invernale.

Lotmaria Passim invece lo possiamo considerare un parassita più recente, dal momento che è stato identificato e distinto dal precedente nel 2015 ed è oggi considerata  la specie predominante a livello mondiale tra i protozoi parassiti delle api da miele. Anche Lotmaria Passim infetta l’ apparato digerente delle api da miele adulte, potendone causare una riduzione delle aspettative di vita.  Nelle api da miele è stata segnalata anche la presenza di Crithidia Bombi associata prevalentemente ai bombi e unitamente alle altre due specie anche questa è analizzata nell’ ambito del progetto Beenet.

Questi parassiti, oltre ad essere largamente diffusi e capaci di provocare gravi danni alle api, specialmente se associati ad altre concause , sono oggi difficili da contrastare dal momento che non esistono farmaci veterinari specifici e che anche alcune prove sperimentali di trattamento effettuato con l’ uso di batteri probiotici simbionti delle api non hanno mostrato avere particolari effetti positivi. 

Ancora una volta gli apicoltori si affidano alla scienza per comprendere le cause dello spopolamento dei propri alveari e mai come in questo periodo difficile anche per l’ uomo , dalla scienza dipende il futuro del pianeta.